Domenica 22 Ottobre 2017

Due precedenti penali a distanza di pochi mesi, due tentate rapine compiute in quaranta minuti e una condanna a due anni e otto mesi di reclusione non basteranno a trattenere Nahri Fetih in cella. Il trentunenne tunisino infatti, è stato uno dei primi beneficiari della legge entrata in vigore lo scorso 28 giugno. Secondo le nuove disposizioni normative infatti, chiunque venga condannato ad una pena inferiore ai tre anni di reclusione, non può essere trattenuto in carcere. Si potrebbero applicare delle pene alternative, come gli arresti domiciliari, ma in questo caso, l'imputato non ha una dimora stabile. Siccome le precedenti condanne, per effetto delle quali era costretto a recarsi quotidianamente presso gli uffici di polizia, non erano servite a farlo smettere di delinquere, il giudice non ha potuto fare altro che sentenziare la sua scarcerazione e l’obbligo di allontanamento da Roma.

Solo divieto di dimora ma niente reclusione per condanne sotto i 3 anni

Ha tentato due rapine in una sola giornata, minacciando un passante con un collo di bottiglia spezzato e aggredendo poi un portatore di handicap per sfilargli il portafogli.
Condotta per la quale un trentenne tunisino senza fissa dimora è stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione dai giudici della quinta sezione penale del tribunale di Roma. Ma in virtù del decreto legge che modifica l'articolo 275 del codice di procedura penale (entrato in vigore lo scorso 28 giugno), l'uomo non sconterà la pena in carcere o agli arresti domiciliari.
L'imputato, già gravato da una censura per reati legati agli stupefacenti, avrà solo il divieto di dimorare nella capitale.

La Corte Costituzionale si pronuncerà nel prossimo febbraio sulla legge Fini-Giovanardi, e, in particolare, sulla legittimità della norma che ha equiparato le droghe pesanti e quelle leggere, aumentando le pene per spaccio di cannabis. L'udienza pubblica a palazzo della Consulta è stata fissata per il prossimo 11 febbraio. A sollevare la questione davanti ai 'giudici delle leggi’ era stata la terza sezione penale della Cassazione, con una sentenza dell'11 giugno scorso. Relatore della causa sarà il giudice Marta Cartabia.

(ASCA) - Roma, 4 dic - Il decreto di nomina della Commissione del Ministero della Salute su Stamina, che aveva bloccato la sperimentazione, e' stato sospeso dal Tar del Lazio.

Il Tribunale amministrativo ha cosi' dato ragione al presidente della Stamina Foundation, Davide Vannoni che aveva addotto come motivo della sua posizione, il fatto che alcuni membri dell'Organismo scientifico si erano detti contrari alla sperimentazione gia' prima della loro nomina.

Nell'ordinanza 3 settembre 2013, n. 20211 la Corte di Cassazione torna ad occuparsi della motivazione della cartella di pagamento.

Occorre rilevare che dalla ordinanza non si comprende la fattispecie concreta dalla quale trae origine la cartella, ad esempio se discendente o meno da una liquidazione ex art. 36-bis del DPR n. 600/1973. Inoltre, non si evince quali siano stati i motivi sui quali l’Agenzia delle Entrate ha impostato il proprio ricorso per Cassazione.

Ciò detto, nella fattispecie, la Corte, udita la relazione del Consigliere relatore, rigetta in camera di consiglio il ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate “in quanto la sentenza di merito contiene l’accertamento in fatto relativo alla carenza di qualunque motivazione o spiegazione della cartella esattoriale, accertamento che doveva se mai essere contestato con il mezzo revocatorio”.

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